Musica, relax e buona cucina in Val di Fassa

Due giorni in Val di Fassa, frutto della collaborazione fra Radio International, Trentino Marketing e Val di Fassa. Ve li racconto, qui, in questo report.

 

 

Ospitalità. ♬ [ascolta l'intervista radio]

Un territorio è fatto anzitutto di persone. La mia prima tappa è a San Giovanni di Fassa. E' tardo pomeriggio e incontro Nadia Pitto, titolare dell'agriturismo Fiores. Genovese di origine, un bel giorno decide di cambiare drasticamente vita: molla ufficio, scrivania e un lavoro sicuro per dedicarsi ai campi e alle piante officinali, la sua passione: non solo melissa e camomilla ma anche calendula e malva (Vuoi saperne di più? Leggi l'articolo del Giornale Trentino). Dalle sue mani e da quelle dei suoi collaboratori nascono tisane bio, sciroppi e prodotti cosmetici che lei oggi vende nel suo bio shop. A maggio 2019 Nadia dà una marcia in più alla sua azienda agricola aprendo le porte a visitatori e amanti della montagna. Mi colpiscono subito il legno dominante, i grandi spazi, le vetrate immense, l'assenza di plastica e i profumi che ci sono nell'aria. Mi colpisce la soddisfazione di Nadia. Parlandomi del coraggio delle sue decisioni, racconta che della sua vita non cambierebbe neanche una virgola e non tornerebbe indietro mai e poi mai. I suoi occhi parlano chiaro, infondono serenità e fiducia. E' una persona intraprendente, consapevole delle fatiche fatte ma anche estremamente originale. All'agriturismo Fiores sorge, infatti, la prima casa sull'albero di tutto il Trentino: dentro una stanza rialzata, quasi soppalcata, i confort di una suite si mescolano a tronchi d'albero, sedute e tavoli in legno. Davvero unica. (Vuoi saperne di più? Sfoglia il magazine Fassa News)

 


 

 

❏ Gastronomia. ♬ [ascolta l'intervista radio]

Un territorio è fatto di prodotti e di persone che li sanno mettere insieme. Questa persona è lo chef Nicola Vian del ristorante El Filò. La mia seconda tappa è a Pozza di Fassa. E' l'ora di cena e la temperatura si è decisamente abbassata. Fuori addirittura qualche goccia di poggia. Entro in un ambiente caldo e intimo dove i tavoli sono già affollati di coppie e famiglie e i camerieri servono le portate con garbo, pacatezza e precisione, anche linguistica. Il menù è un trionfo di sapori, colori e profumi. Studio, scelgo, ordino. I piatti abbinano l'estate a quello che intravedo fuori dalla finestra: una vallata dove la luce nel cielo è tenue e i contorni delle montagne nascosti dalle nuvole. Nicola, classe 1981, di strada ne ha percorsa: tra l'istituto alberghiero di Merano e il ristorante di cui ora è proprietario ci sono anni di lavoro nei ristoranti della regione al fianco di chef navigati, ci sono traguardi e riconoscimenti raggiunti (Vuoi saperne di più? Leggi l'articolo del Giornale Trentino). Lo intervisto a fine cena quando i tavoli sono quasi tutti vuoti e il personale di sala sta sgomberando. Nicola mi dice che il lavoro non è finito, c'è da preparare quello del giorno dopo. Ha addosso il sudore della fatica e il calore dei fornelli ma negli occhi ci sono l'amore per le sue creazioni, la soddisfazione per gli abbinamenti azzeccati, la voglia di godersi il presente: il suo sorriso testimonia che la strada è quella giusta, valorizzare le materie prime e i prodotti della zona e ripartire da quelli per mettere in cucina un pizzico del proprio carattere.

 


 

 

❏ Musica e natura. ♬ [ascolta l'intervista radio]

Un territorio è fatto di eventi che lo sanno animare. Il festival de I Suoni delle Dolomiti è uno di questi. Mi sveglio presto e dopo la colazione raggiungo in auto la cabinovia Buffaure. Da lì sono sufficienti dieci minuti per salire fino a duemila metri. Il panorama è splendido e spinge la vista fino al Gruppo del Catinaccio, al Latemar e al Sassolungo. Dopo quindici minuti di cammino arrivo nella zona destinata al concerto: una distesa di verde e uno sfondo mozzafiato sono pronti ad ospitare la stella del gipsy jazz Joscho Stephan, per l'occasione in una formazione a tre (Vuoi saperne di più? Leggi l'articolo del Giornale Trentino). Tedesco, proveniente dalla città di Monchengladbach, sin dalla tenera età di 6 anni Joscho si fa letteralmente stregare dalla chitarra, che impara a maneggiare con maestria e leggerezza, facendosi ispirare dalla leggenda di Django Reinhardt e dalle contaminazioni del jazz manouche (Vuoi saperne di più? Guarda questa versione di Hey Joe di Jimi Hendrix su Youtube). Oggi la sua vita è in tour, dall'Europa fino agli Stati Uniti. Il pubblico lo ascolta in religioso silenzio, non un rumore, non un battito di mani fuori posto, per oltre novanta minuti di concerto. Poi la standing ovation, gli autografi e qualche scatto con i presenti. Joscho è gentile quando gli chiedo due battute per la radio. Dietro un paio di occhiali scuri racconta che è la seconda volta in carriera che suona in una location completamente green e si dice convinto del grande messaggio che la musica può lanciare al mondo intero, cioè il rispetto della natura e la difesa dell'ambiente. Posso confermarlo: al termine del concerto, dopo che i tecnici hanno smontato cavi e attrezzature e le persone si sono rimesse lo zaino in spalla, sul manto verde neanche una traccia di plastica o di mozziconi di sigaretta. Questa è la musica ad alta quota che I Suoni delle Dolomiti ogni estate, da 25 anni a questa parte, sa regalare. (Vuoi saperne di più? Leggi gli articoli di Ansa e Montagna.tv)

 


 

 

❏ Relax.

Un territorio è fatto di luoghi e momenti destinati al riposo. Dopo un pranzo veloce all'insegna dei sapori più tipici a Le Giare a Pozza di Fassa, arrivo in pochi minuti a QC Terme Dolomiti, centro termale aperto tutto l'anno. Il parcheggio è pieno, alcune auto sono sistemate sopra il marciapiede. Mi accolgono due ragazzi sorridenti alla reception e mi spiegano in un battibaleno il funzionamento di questo vero gioiello nel cuore delle Dolomiti. Carta alla mano per usufruire dell'armadietto, accappatoio e asciugamano sulla spalla, mi incammino alla scoperta dei tre piani allestiti per garantire il benessere del corpo. Questo sì che è entrare in un'altra dimensione. Ci sono massaggi e trattamenti, percorsi benessere, una sorgente termale, vasche scoperte e aree relax. E dalle 18:30, tutte le sere al Wellness Bistrot, spazio all'aperiterme con cibo da degustare e bollicine inclusi nel prezzo di entrata (Vuoi saperne di più? Leggi gli articoli di Fine Dining Lovers e Vanity Fair). In un pomeriggio e oltre di tempo a disposizione mi concedo tutto quello che un posto come questo può riservare, comprese creme corpo e per il viso (parte della gamma di prodotti a marchio QC) liberamente a disposizione dei clienti dopo la doccia e prima dell'uscita. Lascio le terme con una informazione in più, che la montagna, e in particolare la Val di Fassa, non significa solo turismo estivo o invernale ma è invece adatta a tutte le stagioni. 

Grazie per avermi fatto sentire a casa. Il mio è un arrivederci, a presto