Special Guest: intervista a Elio

Prendo la cabinovia al Passo del Tonale. Agli occhi dei miei compagni di viaggio stono: cerco di camuffarmi ma sono in abiti civili, gli altri invece tengono stretti fra le mani sci e snowboard. In dieci minuti arrivo ai 2.580 metri del Rifugio Passo del Paradiso. Lo scenario è lunare: è un sabato mattina senza sole, le nuvole sono basse, la bellezza delle montagne nascosta da una coltre di nebbia. Non riesco ancora a rendermi conto di trovarmi su un ghiacciaio, il Presena, tra Lombardia e Trentino. Aspetto Elio, capofila delle ex Storie Tese, con il quale ho appuntamento dopo pranzo. Arriva puntuale e mi racconta cosa significa essere uno degli ospiti dell'Ice Music Festival, la rassegna musicale giunta alla seconda edizione che annovera fra i suoi direttori artistici Carlo La Manna (foto 2 da sinistra) e caratterizzata dal fatto che i concerti si svolgono in un igloo da 300 posti dove i sedici strumenti - dal contrabbasso al violino, dallo xilofono alla chitarra - sono fatti interamente di ghiaccio. Tutta opera dell'artista statunitense Tim Linhart

 

Per Elio è una prima volta. In questo speciale live ha deciso di farsi accompagnare dalla ParadIce Orchestra, una formazione di sette artisti residenti. Il repertorio non prevede brani della sua lunga carriera ma solo cover: fra le altre, "Volare" di Domenico Modugno, "Imagine" di John Lennon e la beatlesiana "Yesterday". Strana la scelta di non inserire nemmeno una delle canzoni a firma ELST diventate negli anni tormentoni dei fan. Elio mi parla di teatro: è orgoglioso dei risultati raggiunti sui palchi di tutta Italia prima con "Spamalot", ispirato ai Monty Phyton, e poi con "Il Grigio", la prima opera esclusivamente in prosa di Giorgio Gaber. Ha vinto una sfida due volte difficile: quella di cimentarsi in un monologo teatrale e quella di rivolgere a un pubblico mainstream prodotti apparentemente di nicchia, l'umorismo del gruppo comico britannico attivo negli anni Settanta e la genialità del cantautore milanese. 

 

Sono le 16. Si aprono le porte dell'EQ Ice Dome, il teatro di neve che ospita l'Ice Music Festival 2020 (EQ perché è il marchio 100% elettrico di Mercedes-Benz). Fa freddo ma vestito pesante resisto. Cuscini isolanti permettono a me e al resto del pubblico di stare seduto sul ghiaccio. Le pareti sono lisce ma, appena le tocco a mani nude, sembra sprigionarsi una strana energia. Giochi di luce si alternano dentro l'igloo riscaldando l'atmosfera. Elio canta e scherza, la gente batte le mani ma, protette dai guanti, l'effetto è di un tonfo ovattato, di un'ovazione spenta sul nascere. Si ride questo sì e per quarantacinque minuti, fino a quando cioè, finite le canzoni in scaletta, bisogna uscire. Troppe persone che respirano, troppi corpi a trentasei gradi. Il rischio è di rovinare tutto.