Top of the Mountain Concert 2019: intervista a Lenny Kravitz

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E' stato il sole il grande assente del mitico Top of the Moutain Closing Concert edizione 2019, il concerto che classicamente chiude la stagione sciistica invernale di una delle mete austriache più gettonate, Ischgl. Cielo coperto, qualche fiocco di neve, termometro fermo su zero gradi: a ben pensarci, quello che un amante della montagna è abituato ad aspettarsi quando inforca gli sci o imbraccia uno snowboard. Qui, però, non si parla di evoluzioni sulla neve ma di musica suonata dal vivo: protagonista è il rock americano di Lenny Kravitz che per la prima volta nella sua carriera si sposta da stadi, arene e palazzi dello sport a 2.320 metri di altezza ("E' il concerto più strano che abbia mai fatto - ci spiega il cantante - se consideriamo che vivo alle Bahamas dove il clima è caldo, ma amo la natura, amo la neve e amo le montagne per cui sarà un esperimento interessante"). E, si sa, c'è sempre una prima volta, anche quando si tratta di una carriera trentennale ("Mi aspetto tanta gente e un pubblico molto caldo").

 

30 Aprile, fischio d'inizio alle 13 spaccate. Gli austriaci sono come i tedeschi. Lenny Kravitz sale sulla porzione di palco più rialzata e dall'alto, sovrastando anche la sua band, saluta il pubblico con Fly Away. Giacca di jeans, occhiali da sole con montatura bianca, vistoso copricapo e moon boot di pelliccia a riscaldare anima e corpo durante un concerto che richiede invece voce vibrante e senza tentennamenti ("Vengo da Bogotà in Colombia e questi sbalzi di latitudine mettono a dura prova le corde vocali" - dice l'artista). Il concerto riserva (troppo) poche incursioni nell'ultimo album, Raise Vibration, uscito a settembre dell'anno scorso (su tutte Low ma nessuna traccia del nuovissimo singolo Johnny Cash) e regala invece molti ritorni indietro nel tempo con parte dei successi incisi dal 1991 in avanti, da Mama Said fino a American Woman, da I Belong To You a Stilness of Heart. Sonorità morbide, voce senza stonature (pazzesco, suona come su cd) e interpretazione lineare delle canzoni danno all'esibizione una atmosfera poco rock e più pop, fatta eccezione per i brani più "tirati" (da Are You Gonna Go My Way a Where Are We Runnin'). Mancano all'appello pezzi più recenti come Stand, The Chamber, New York City, in altre occasioni in giro per il mondo inseriti in scaletta. Kravitz concede ai fan un'ora di bis, la durata esatta cioè della prima parte, saltando in mezzo alla folla e percorrendo l'arena innevata prima ai lati e poi tagliando esattamente nel mezzo tra le persone (una sfida uscirne vivo e conservare in mano il microfono).

 

Risultato: concerto di due ore, esibizione in crescendo, buona presenza scenica sul palco contornata da motti da figlio dei fiori tipo "It's all about love", "Peace and love", "Keep spreading your love" che con tutto questo amore danno alle cime austriache e alle piste da sci tutt'intorno, dove si viaggia veloci fino a 100 orari, una inconsueta aura di placidità. Ha 54 anni Lenny, 55 il prossimo 26 Maggio. Sa di essere una icona rock e di continuare a rappresentare un sex symbol, rendendo così contente le sue ammiratrici convinte che invecchiando l'appeal addirittura migliori.

 

Foto 2 da sinistra è di proprietà del legittimo Autore.

Video ufficiali dell'evento in lingua tedesca: